Sono in molti a pensare oggi che il cacao Soconusco stia regalando il miglior cioccolato del mondo, e noi siamo sempre più felici del fatto che ormai da diversi mesi lo abbiamo scelto per una delle nostre tavolette monorigine: una delle poche, a dire il vero, che abbiamo scelto di produrre a “dosaggio zero”, usando solo il 100% di cacao, per valorizzare appieno i suoi aromi e la sua grande finezza.

Nella regione del Soconusco, in Messico, proprio al confine col Guatemala, questo criollo era già coltivato dagli Olmechi e lo fu poi dai Maya e dagli Aztechi, che lo usavano per le loro bevande rituali, tanto da essere ricordato come “il cacao di Montezuma” o ancora come “un diamante nella corona dell’impero azteco”: 4 mila anni di storia scorrono lungo il fiume Suchiate, lo rendono se possibile ancor più raro e pregiato. Nel corso del Novecento, infatti, a causa della sua bassa produttività, nonostante la qualità elevatissima – potremmo dire unica -, la sua coltivazione è diminuita notevolmente, prima che alcuni grandi maestri cioccolatieri si accorgessero dell’impellente necessità di metterlo in salvo.

E anche noi, sin da quando i primi semi di Soconusco Wild hanno varcato la soglia del nostro piccolo opificio del cioccolato – realizzando un sogno che custodivamo da anni e che solo un processo di produzione interamente bean-to-bar ci ha consentito di trasformare in realtà – ne siamo rimasti così tanto colpiti da convincerci a dar vita alla nuova linea delle tavolette senza zucchero: questo straordinario cacao va infatti celebrato in tutta la sua stupefacente semplicità, schiettezza e intensità.

Un cacao che con le sue note erbacee e con un insolito, succulento richiamo all’agave – così affine al nostro paesaggio e allo stesso tempo, grazie alla sua intensità selvatica, così fedele alla sua terra d’origine – ci riporta col suo solo profumo direttamente alle origini della grande storia del cioccolato.