Non so a voi, ma a me il Covid 19 sta togliendo soprattutto questo: la bellezza dell’incontro, del convivio, della tavola, del cibo in comune, di un dolce da condividere…
Forse è meglio non pensarci e dedicarsi ai regali. Perché è proprio grazie ai regali – alcuni più di tutti e a Natale soprattutto – certe distanze si riducono, le emozioni si comunicano, l’affetto si manifesta.

UNA CESTA RIDUCE LE DISTANZE E REGALA EMOZIONI
Diciamoci la verità. I doni più graditi sono quelli che ti lasciano dentro un’emozione. E offrire prodotti artigianali e prelibatezze delle tradizione serve proprio a questo: riempire di dolcezze la persona che lo riceve, aurargli un’abbondanza di bontà, farlo sentire importante, esprimere il senso autentico delle feste e la bellezza dello stare (insieme) a tavola (anche virtualmente).
Dentro un cesto natalizio pieno di prodotti dolci della tradizione, poi, c’è tutta la bellezza della storia, dei miti, dei racconti. Come quelli che, proprio nel periodo freddo di dicembre, una volta soprattutto, venivano raccontate davanti al fuoco…
Una cesta natalizia fa contento chi la regala e chi la riceve: perché è un regalo gourmet, è pieno di dolcezze, rispetta le tradizioni e fa subito festa. Proprio come il Natale.

NELLE CESTE DI ELVIRA
Se poi volete sapere quali prodotti scelgo per la cesta natalizia da spedire ad amici, conoscenti, partner, colleghi e parenti… allora sappiate che non mancano i dolci del mio opificio, quelli legati alla stagione e contraddistinti da un’artigianalità tutta made in Modica. Perché, come dicevo, i prodotti di una cesta natalizia devono raccontare una storia, a cominciare da quella del territorio da cui provengono. E quindi, trovate:

  • LA CIOCCOLATA IN POLVERE

La novità assoluta di questo Natale ’20. Il tempo “vuoto” per la pandemia e il semi lockdown della mia regione, mi hanno fatto scattare dentro una voglia in più di sperimentare, provare, studiare, curiosare. E così: ho messo in una bustina la polvere di cioccolato – il mio, ovviamente lavorato con il “bean to bar” – per darvi il piacere di una cioccolata calda, nei pomeriggi dell’inverno che avanza. Invece della barretta da far sciogliere in acqua bollente, potrete usare questa nuova cioccolata in polvere: più pratica, ma ugualmente artigianale, gustosa, profumata e avvolgente.

Attenzione: la Sicilia vanta una lunga storia nella produzione del torrone (natalizio). Che qui nel sud est dell’Isola prende vita da ricette millenarie ed è una croccante prelibatezza dove le mandorle di Avola, pistacchi tipici e lo zucchero di canna vengono amalgamati con il miele dei Monti Iblei. Per farlo ancora più goloso, ho aggiunto il cioccolato e le nocciole dei Nebrodi, ed è venuto fuori il torrone bianco al cioccolato: morbido e profumato. E poi, sempre da radici mediorientali, ecco la nostra la cobaita – o giuggiulena, come la chiamiamo noi modicani – che è diversa dal classico torrone, perché è più aromatica e prevede l’uso del sesamo tostato, insieme al miele e alle mandorle.

Le mie sono fatte davvero come tradizione vuole. Anche perché in un altro modo non saprei come farle. E infatti sono un concentrato puro di agrumi tipici della mia terra. Le arance che dipingono le campagne che da Catania scendono verso Ragusa; i cedri coltivati sulle pendici dell’Etna e che concentrano tutto il profumo nella scorza; i limoni gialli come il sole che decorano ogni giardino di casa. Sì, le mie marmellate sono fatte con frutta appena raccolta per darvi la sensazione e l’emozione di mangiare frutta fresca. E in qualche barattolo, ho aggiunto pure le spezie (peperoncino, zenzero, finocchietto e cannella), per ottenere un autentico sapore siciliano.